Paolo Verzaro | Sindrome di De Quervain
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SINDROME DI DE QUERVAIN

Sindrome di De Quervain

La Sindrome di De Quervain è una tendinopatia dell’abdutore lungo e dell’estensione breve del primo dito della mano.
Il rapporto tra donne colpite e uomini è di 4:1.
Circa 3 donne ogni 1000 sono affette da questa patologia con un picco di
incidenza tra i 30 – 50 anni.
E’ frequente quindi in persone che eseguono movimenti ripetitivi con il polso:
• Musicisti
• Sarte
• Utilizzo reiterato di mouse o tastiera del computer
• Mamme durante il periodo dell’allattamento

 

QUALI SONO I SINTOMI ?

 

Sintomo principale è il dolore al margine radiale del polso e lungo il dorso del 1° dito.
Il dolore insorge gradualmente ed è avvertito nel polso con irradiazione lungo l’avambraccio.
Si esacerba con l’uso ripetuto della mano e del dito specialmente durante la rotazione del polso e quando si afferrano con forza gli oggetti (pentole, bottiglie).

 

DIAGNOSI

 

La diagnosi è prevalentemente clinica e viene effettuata dallo specialista mediante la valutazione di specifici test funzionali.
Sarà necessario comunque eseguire un esame ecografico pre operatorio che confermi la diagnosi.

 

CURA

 

Lo scopo del trattamento in questa patologia è quello di eliminare il dolore, restituendo la normale funzionalità tendinea.
Nelle fasi iniziali il trattamento può prevedere l’utilizzo di tutori dedicati, crioterapia locale, fans, fisiochinesiterapia.
In caso di insuccesso del trattamento conservativo è indicato l’intervento chirurgico.

 

INTERVENTO

 

L’intervento consiste nella tenolisi dei tendini abdutore lungo ed estensore breve del primo dito.
Si effettua in regime ambulatoriale, in anestesia locale e la durata dell’intervento è generalmente di circa 10-15 minuti.
La dimissione avviene 2/3 ore circa dopo l’intervento ed il post-operatorio non prevede l’utilizzo di tutori né di apparecchi gessati.
E’ consigliabile un periodo di riposo da attività lavorative pesanti di circa 20 30 giorni.
Nei casi di recente insorgenza della patologia i disturbi regrediscono quasi immediatamente in seguito all’intervento,
mentre nei casi molto gravi, in cui l’intervento chirurgico sia stato eccessivamente procrastinato può essere necessario un ciclo di Fisiokinesiterapia post-operatorio.