Paolo Verzaro | Ginocchio
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L’ARTROPROTESI TOTALE DEL GINOCCHIO

 

 

Il dolore cronico all’articolazione del ginocchio può invalidare persone di ogni età, la causa più frequente di dolore cronico è la perdita della normale congruenza delle superfici articolari con abrasioni a carico della cartilagine articolare (“artrosi”).
Le superfici articolari perdono la loro caratteristica levigatezza e divengono meno “scorrevoli” rendendo spesso difficile e doloroso anche il semplice camminare.
Altre patologie possono causare dolore cronico al ginocchio con artrosi delle superfici articolari; patologie post-traumatiche, artriti infiammatorie (artrite reumatoide etc.), necrosi idiopatiche etc.
In tutte queste condizioni può essere indispensabile sostituire l’articolazione danneggiata con una nuova articolazione (artroprotesi).

protesi ginocchio

ARTICOLAZIONE NORMALE E ARTROPROTESI

L’articolazione del ginocchio è paragonabile ad uno “snodo” meccanico che permette alle parti ossee rivestite di cartilagine di scorrere l’una sull’altra. L’artroprotesi crea, nel rispetto della biomeccanica dell’articolazione, un nuovo “snodo” ben funzionante e privo di attriti eliminando la componente “dolore”.
Le artroprotesi di ultima generazione sono il frutto di lunghi studi e ricerche da parte di chirurghi ed ingegneri biomeccanici e sono costruite con materiali assolutamente “biocompatibili” (non esiste quindi il problema di eventuali “rigetti”).

protesi ginocchio 2

 

 

LA SCELTA DELL’ARTROPROTESI

 

Il Chirurgo, sulla base dell’esame clinico e radiografico, sceglierà il tipo di artroprotesi più indicato per il caso specifico.
L’artroprotesi potrà essere “cementata” (fissata cioè all’osso con del cemento speciale), oppure “biologica” (“fissata all’osso solo con “press-fit”/pressione meccanica”) oppure “ibrida” (in parte cementata ed in parte no).
Le artroprotesi sono “modulari”, cioè composte di vari pezzi assemblati in modo che l’eventuale rottura o usura di una componente non implichi la sostituzione di tutto l’impianto protesico.

PRIMA DELL’INTERVENTO

Il buon esito dell’intervento chirurgico non è legato esclusivamente al “gesto” operatorio.
E’ opportuno valutare attentamente e “monitorizzare” eventuali patologie concomitanti quali: diabete, ipertensione, affezioni cardio-circolatorie, etc.
Molto importante sarà poi “bonificare” eventuali focolai infettivi (ascessi dentari, cistiti, etc.) che potrebbero causare infezioni dell’impianto protesico.
Può essere necessario eseguire un’autoemo-trasfusione (il prelievo cioè di sangue proprio) che verrà utilizzato durante l’intervento e nell’immediato post-operatorio.
E’ consigliabile acquistare prima dell’intervento delle calze elastiche a “compressione media” che verranno indossate fin dal 1° giorno post operatorio.

Infine sarà fondamentale curare alcuni giorni prima dell’intervento l’igiene personale (con numerosi bagni docce) ed al momento del ricovero portare biancheria pulita occorrente per Almeno 2/3 gg.

 

L’INTERVENTO

 

In media la durata dell’intervento è di circa 60/90 minuti e viene praticato, il più delle volte, in anestesia peridurale; è comunque l’anestesista a scegliere il tipo di anestesia più adatto al caso clinico.

 

DOPO L’INTERVENTO

 

L’intervento sarà seguito da una breve degenza post-operatoria (5 gg. circa).
Le prime 48 H post-operatorie saranno trascorse a letto, in decibito supino.
E non sarà assolutamente possibile alzarsi.
Successivamente sarà consentita la deambulazione con deambulatore o bastoni canadesi con carico “sfiorante” per l’arto operato.
Verrà eseguita una terapia medica antibiotica, antitrombotica ed antidolorifica.
Sarà comunque fondamentale attenersi sempre scrupolosamente alle indicazioni date dal chirurgo operatore e dai fisioterapisti per tutto ciò che riguarda il “carico” dell’arto operato e la deambulazione.

 

DIMISSIONI

 

Alla dimissione verrà consegnato un promemoria per la rieducazione funzionale e la terapia medica da praticare.

 

FINALMENTE A CASA

 

A casa potrete avere una certa autonomia nell’assolvere i comuni atti quotidiani della vita, compresa la possibilità di deambulare, salire e scendere le scale (sempre con l’ausilio di bastoni canadesi).
La ripresa funzionale dovrà comunque essere sempre seguita da un terapista che, dietro prescrizione del chirurgo ortopedico, vi porterà gradualmente ad un completo “reintegro” socio-familiare.

 

COME CORICARSI

 

Portare sul letto prima la gamba operata.

 

COME ALZARSI

Portare fuori dal letto prima la gamba operata.

 

COME PRESERVARE L’IMPIANTO

 

• Non aumentare di peso;
• Non portare pesi eccessivi;
• Presentarsi ai controlli previsti dal chirurgo;
• Condurre una vita attiva (nuoto, cyclette, passeggiate etc.)
• Eliminare qualsiasi fonte di infezione (appendicite, cistite, coleciste, ascessi dentari etc.).

 

CONTROLLI PREVISTI

 

1° Visita Post-Op.: 30 giorni dall’intervento (con rx);
2° Visita Post-Op.: 60 giorni dall’intervento (con rx);
3° Visita Post-Op.: 90 giorni dall’intervento (con rx);
4° Visita Post-Op.: 1 anno dall’intervento (con rx);
Successive Visite: ogni 2 anni dall’intervento (con rx);
Dopo 10 Anni: Controlli annuali (CON RX).

Il rispetto dei controlli previsti è fondamentale in quanto solo in tal modo il chirurgo sarà in grado di prevenire l’insorgenza di eventuali disturbi a carico dell’articolazione sostituita.
La diagnosi precoce consente di individuare ulteriori problemi ed intervenire rapidamente al fine di risolverli.
È opportuno quindi rivolgersi allo specialista prima che la situazione sia già compromessa.

 

IN CONCLUSIONE

 

Oggi, la sostituzione protesica dell’articolazione del ginocchio rappresenta un intervento sicuro ed affidabile (nelle mani di un chirurgo esperto!!) in caso di grave degenerazione artrosica dell’articolazione.
Il paziente già dopo 3-4 giorni dall’intervento può deambulare e nell’arco di 3-4 mesi è, solitamente, in grado di riprendere una discreta attività lavorativa.
Il recupero completo, con possibilità di dedicarsi ad attività fisiche non impegnative, avviene normalmente in 10-12 mesi.